RESONACT

Risonanza motoria durante la pianificazione dell’azione e le interazioni sociali: dai singoli neuroni ai circuiti cerebrali

Ministero dell'Università e della Ricerca

 

Progetto finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca

Progetto ResonAct finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca

In che modo l’attività della corteccia premotoria contribuisce a preparare il comportamento durante l’osservazione delle azioni altrui? ResonAct testerà l’ipotesi che la cosiddetta attività specchio non rifletta soltanto le azioni osservate, ma partecipi alla selezione e alla preparazione della risposta dell’osservatore in funzione del contesto sociale.

Presso l’Università di Parma verrà registrata cronicamente l’attività neuronale nella corteccia premotoria ventrale e nella corteccia motoria primaria di macachi liberi di muoversi durante interazioni sociali naturali. In particolare, il progetto valuterà se questa attività predice la facilitazione sociale dell’alimentazione, cioè l’aumento dell’assunzione di cibo in presenza di un conspecifico, mentre l’animale osserva oppure ascolta un altro individuo che si alimenta. Mediante inattivazione reversibile della corteccia premotoria ventrale attraverso microtubi impiantati cronicamente, sarà inoltre possibile verificarne il ruolo causale nel controllo di questo comportamento. La manipolazione sistematica delle informazioni sensoriali e delle modalità di interazione consentirà di determinare come i fattori osservativi e sociali modulino l’attività delle reti premotorie.

Parallelamente, presso l’Università degli Studi di Milano, tecniche di elettroencefalografia e stimolazione magnetica transcranica permetteranno di studiare nell’uomo come le richieste motorie e il contesto sociale influenzino l’attività della corteccia premotoria ventrale, delle aree sensori-motorie primarie e la connettività funzionale tra queste regioni.

L’integrazione dei risultati ottenuti nel macaco e nell’uomo consentirà di definire un nuovo modello del ruolo della corteccia premotoria nella preparazione del comportamento durante le interazioni sociali, chiarendo come il cervello adatti le azioni dell’individuo a quelle degli altri. I risultati potranno inoltre fornire nuove basi teoriche per future applicazioni nelle neuroscienze cognitive e nella neuroriabilitazione.